L'area di studio è stata suddivisa in unità di rilevamento di 5km/lato, per ognuna delle quali è richiesto un minimo di 4 visite complete, vale a dire un'indagine approfondita di tutte le tipologie ambientali presenti. Lo scopo delle visite complete è quello di rilevare la presenza/assenza delle specie di lepidotteri ropaloceri, mentre con l'utilizzo di transetti verranno raccolti dati di tipo quali-quantitativo.

Le 4 visite minime per quadrato dovranno essere eseguite in periodi differenti, così da garantire il rilevamento di specie con periodi di volo diversi e al tempo stesso acquisire importanti informazioni circa la loro fenologia. Sia in caso di rilevamento completo sia in caso di campionamento su transetto è richiesta la compilazione di una scheda riguardante le caratteristiche ecologiche del territorio visitato.

Sarà cura del personale del Museo eseguire un'indagine fito-sociologica di ciascuna unità di rilevamento. Essendo un'indagine collettiva verranno prese in considerazione anche le segnalazioni occasionali (non da rilevamento completo) fornite dal pubblico, purché corredate dalle informazioni minime richieste, vale a dire luogo, data e modalità di identificazione della specie.

Per quanto attiene l'identificazione delle farfalle sul campo, essa avrà luogo tramite l'utilizzo del retino entomologico, del binocolo e della macchina fotografica, mentre la cattura definitiva di esemplari è prevista esclusivamente nei casi in cui l'identificazione specifica sia impossibile o molto difficoltosa sul campo.
Seguendo l'esempio di altre indagini analoghe è stato stilato un elenco delle specie potenzialmente rinvenibili nell'Oltrepò, indicando per ognuna le modalità corrette di identificazione (semplice osservazione diretta, fotografie di particolari dettagli, cattura e rilascio fino in alcuni casi alla cattura definitiva dell'esemplare).
Sarà cura del Comitato organizzatore procedere con la valutazione ed eventualmente la validazione di tutti i dati inviati. In ogni caso la raccolta di materiale fotografico verrà fortemente incentivata (anche per mezzo di concorsi e workshop) al fine di realizzare una corposa collezione iconografica, scoraggiando al tempo stesso la raccolta di esemplari ai soli fini collezionistici, in questa si ritiene che quest'ultima sia da considerarsi una pratica poco sostenibile eticamente e oramai sorpassata, in un'epoca in cui i musei devono aprirsi sempre di più alla tecnologia e alla multimedialità anche per quanto riguarda la parte ostensiva.

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Dati utili

Saranno inserite nel database tutte le segnalazioni di qualunque specie di farfalla diurna (Lepidoptera Rhopalocera), all'interno dell'area considerata nell'arco dell'intero anno.
Saranno considerati i dati ottenuti da osservazioni effettuate in natura, sia mediante indagini complete delle unità di rilevamento sia sulla base di osservazioni occasionali.
La ricerca terrà conto anche di dati pregressi provenienti da osservazioni / fotografie effettuate nel passato e da collezioni entomologiche, purché corredate da precisi riferimenti spaziali e temporali.

Periodi

Ciascuna unità di rilevamento (ur) deve essere visitata almeno una volta in ognuno dei periodi indicati in tabella. Le osservazioni raccolte in modo occasionale (vale a dire senza avere effettuato una visita completa dell'ur) e i dati provenienti da collezioni verranno inseriti nel database ma non saranno conteggiati come sessione effettuata.

Raccolta dei dati

I dati possono essere raccolti semplicemente mediante osservazioni occasionali, tuttavia i collaboratori sono invitati aa visitare l'intera unità di rilevamento, annotando tutte le specie rilevate.
L'area di studio è suddivisa in quadrati omogenei di 5 km/ lato, a loro volta suddivisi in quadrati di 2,5 km/ lato. Per ciascuno dei quadrati di 5 km è richiesto uno sforzo di indagine minimo pari a 1 visita per ogni sessione (vedi tabella sopra) nell'arco temporale dell'intero progetto.
Ciascun quadrato di 5 km dovrà essere indagando cercando di visitare tutti gli ambienti presenti in esso.
Si prega i collaboratori di avvertire il più tempestivamente possibile il gruppo di conduzione dell'avvenuta visita di un'unità di rilevamento tramite mail, sms o telefonata, così da permettere un'ottimizzazione dello sforzo di indagine. Le rilevazioni vanno effettuate esclusivamente in presenza di condizioni meteorologiche idonee e nel periodo della giornata compreso indicativamente tra la metà del mattino e la metà del pomeriggio.

Archiviazione e invio dei dati

I collaboratori sono invitati a trasmettere i dati, sia quelli ottenuti mediante osservazioni in natura sia quelli derivati da esemplari di collezioni, compilando il file di Excel "scheda", seguendo le indicazioni riportate nel file Excel "istruzioni per compilazione scheda".
Si raccomanda di compilare le schede con la massima attenzione, attenendosi scrupolosamente alle istruzioni per la compilazione.
Le fotografie (espressamente richieste per alcune specie) vanno inviate in formato JPG, ritagliandole intorno al soggetto e ridimensionando il file a dimensioni ridotte (indicativamente 300 KB). Le foto vanno nominate riportando il codice alfanumerico dell'unità di rilevamento seguito dalla tipologia della foto (f) e un numero progressivo a tre cifre, ad esempio: C8-f-001.
Si invita i collaboratori all'invio di fotografie anche relative a esemplari conservati in collezioni entomologiche, nominandole con il seguente schema: C8-e-001. L'invio di documentazione fotografica è sempre obbligatorio per alcune specie, anche se si tratta di esemplari in collezione.
Gli esemplari raccolti durante i rilievi specifici o presenti in raccolte entomologiche vanno temporaneamente consegnati, muniti di cartellino recante precise informazioni spaziali e temporali, presso il Civico Museo di Scienze naturali “G. Orlandi” in via Gramsci 1, Voghera (PV). A seguito della validazione del dato gli esemplari potranno essere ritirati dai proprietari.
I collaboratori sono invitati a inviare alla segreteria i file di dati e le eventuali fotografie associate per posta elettronica all'indirizzo farfalle@parcolefolaghe.it, consegnate al sopra citato Museo o in alternativa inviate su CD per posta ordinaria all'indirizzo Civico Museo di Scienze naturali “G. Orlandi” in via Gramsci 1, 27058 Voghera (PV).
In caso non sia possibile la compilazione e/ o l'invio di dati e fotografie secondo le indicazioni fornite, è opportuno prendere contatto con il gruppo di conduzione del PARO (Francesco Gatti – 338.4994045) per concordare modalità alternative di consegna.

Scheda di rilevamento

 

 

Istruzioni per compilazione scheda

 


Nomenclatura di riferimento

Si raccomanda l'utilizzo esclusivo dei nomi scientifici riportati nella lista delle specie potenziali, la quale fa riferimento a: Balletto et al., 1995. , Insecta Lepidoptera Papilionoidea (Rhopalocera) In: Stoch F. (ed.), CKmap for Windows. Version 5.1. Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, Direzione per la Protezione della Natura (http://ckmap.faunaitalia.it).

Normativa

Alcune delle specie presenti in Oltrepò Pavese non possono essere catturate né tantomeno raccolte (Direttiva 92/ 43/ CEE “Habitat” e D.P.R. attuativo): Maculinea arion, Lycaena dispar, Xerynthia Polyxena. L'identificazione di queste specie è comunque possibile tramite la semplice osservazione diretta.
Inoltre, la cattura di altre specie e l'uso di strumenti di cattura possono essere vietati in alcune aree protette (regolamenti di parchi nazionali, riserve naturali e PLIS). Considerato che una delle finalità del PARO è quella di promuovere la pratica del butterflywatching, ovvero il riconoscimento delle specie mediante osservazione con binocolo, si invita i collaboratori a ricorrere alla cattura definitiva delle farfalle esclusivamente nei (rari) casi in cui l'identificazione della specie non sia possibile in natura, tramite cattura temporanea o con documentazione fotografica.

Specie di interesse conservazionistico

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Allo scopo di raccogliere informazioni utili per una più efficace ricerca di alcune specie di farfalle ritenute prioritarie (per l’elenco delle quali si faccia riferimento al file specie di interesse conservazionistico) è stata redatta una lista di specie floristiche interessanti, per le quali è utile la segnalazione nel corso dei rilevamenti.

ELENCO DELLE SPECIE

  • Colutea arborescens
  • Gentiana asclepiadea
  • Genziana minore (Gentiana cruciata)
  • Gentiana germanica
  • Genziana mettimborsa (Gentiana pneumonanthe)
  • Aristolochia pallida
  • Aristolochia rotunda

ELENCO DEGLI HABITAT

  • Boschi di Populus tremula
  • Viali di Celtis australis
  • Campi e aiuole di lavanda

Istruzioni per la compilazione delle schede

È opportuno compilare il maggior numero di campi relativi alla specie segnalata. Verranno accettate anche le schede mancanti di alcune informazioni di carattere geografico (UR, quota, latitudine e longitudine) o relative al rilevatore. In tal caso è però richiesto l’inserimento di specifiche informazioni relative alla località.
In caso il rilevatore (o compilatore) non fosse in possesso di un codice numerico identificativo è necessario che il compilatore riporti nelle note il proprio nominativo.
N.b.: lasciare vuote le celle non compilate
Vengono forniti due esempi di corretta compilazione della scheda, con differenti modalità di tabulazione dei record:

Scheda flora e habitat

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A - Zone a copertura arborea

  • A1 - Boschi di conifere
    Boschi densi composti esclusivamente o principalmente da conifere; boschi monospecifici (abetine, pinete, laricete) o in associazione di più specie. In Oltrepò sono presenti boschi di origine colturale nella fascia montana. Specie caratteristiche: larice (Larix decidua), abete rosso (Picea abies), (Pinus sylvestris)
  • A2 - Boschi asciutti di latifoglie
    Boschi densi, misti o puri, con esposizione a sud composti principalmente da specie xerotermofile. Specie caratteristiche: querce (Quercus pubescens, Q. petraea, Q. cerris) e carpini (Carpinus betulus, Ostrya carpinifolia) nella fascia collinare; robinia (Robinia pseudoacacia) in pianura.
  • A3 - Boschi mesofili di latifoglie
    Boschi densi, misti o puri, con esposizione a nord composti principalmente da specie mesofile. Specie caratteristiche: castagno (Castanea sativa) in aree collinari, faggio (Fagus sylvatica) nella fascia montana.
  • A4 - Boschi umidi di latifoglie
    Boschi densi, misti o puri, composti esclusivamente o principalmente da specie igrofile. I boschi così costituiti (alneti, pioppeti naturali, saliceti) si trovano principalmente nella porzione di pianura dell’Oltrepò, in particolare presso cave di argilla dismesse. Specie caratteristiche: ontano nero (Alnus glutinosa), pioppi (Populus ssp.), salici (Salix ssp).
  • A5 - Impianti di arboricoltura
    Coltivazioni di un semplice insieme di alberi forestali, costituenti un sistema artificiale temporaneo o transitorio, caratterizzato da struttura a filari e dall’assenza o quasi di sottobosco. Sono comprese le coltivazioni di legna pregiata (es: noce Juglans regia, ciliegio Prunus avium) e i pioppeti artificiali di Populus x euramericana e altri cloni. Esclusivamente in ambiti di pianura (pioppeti industriali), prevalentemente in pianura e collina (colture per produzione di legna pregiata).
  • A6 - Frutteti
    Piantagioni dense di alberi da frutto (sono escluse le aree con piante da frutto sparse). Specie caratteristiche: Pyrus spp., Malus spp., Prunus spp.

B - Boscaglie e arbusteti

  • B1 - Vegetazione arbustiva stabile
    Aree con suolo povero caratterizzate dalla presenza di specie arbustive con eventuale presenza di specie arboree rade; localizzate principalmente in zone collinari. Specie caratteristiche: ginepro (Juniperus communis), vescicaria (Colutea arborescens), ginestra odorosa (Spartium junceum).
  • B2 - Vegetazione arbustiva transizionale
    Aree in evoluzione verso un ambiente boschivo caratterizzate dalla presenza di alberelli e/o arbusti. Specie caratteristiche: rosa canina (Rosa canina) e rovi (Rubus spp.).
  • B3 - Frutteti radi
    Frutteti abbandonati dove la copertura arborea è costituita da poche piante rade. Specie caratteristiche: Pyrus spp., Malus spp., Prunus spp.

C - Coltivi

  • C1 - Medicai
    Sono esclusi da questa categoria i medicai in avanzato stato di abbandono con copertura di erba medica non omogenea (vedi D6 - Incolti o altra tipologia).
  • C2 - Campi a cereali, colza, ortaggi, ecc.
    Appezzamenti agricoli con assenza o presenza molto limitata di siepi e filari. Specificare eventualmente il tipo di coltura.
  • C3 - Vigneti
    Sono esclusi da questa categoria i filari singoli di vite e i vigneti in avanzato stato di abbandono (vedi H - Altri ambienti).

D - Zone aperte a copertura erbacea

  • D1 - Macereti, pendii in frana, calanchi
    Ambienti con prevalenza di terreno nudo con presenza di vegetazione erbacea rada, situati prevalentemente nella fascia collinari (es: calanchi) e montana (es: affioramenti ofiolitici).
  • D2 - Pascoli
    Praterie tuttora destinate al pascolo, non sono comprese in questa categorie i pascoli in stato di avanzato abbandono (vedi D4 - Prati pingui).
  • D3 - Prati magri
    Formazioni erbose secche che si rinvengono in prevalenza nella fascia collinare e di bassa montagna. Normalmente si sviluppano su terreni poveri nei versanti più caldi e assolati.
  • D4 - Prati pingui
    Formazioni erbose ricche di specie che si rinvengono in prevalenza nella fascia montana. Sono di norma presenti su suoli fertili e profondi, in genere non interessati da sfalci.
  • D5 - Prati umidi
    Formazioni erbose moderatamente allagate. Si tratta di ambienti poco comuni e talvolta a carattere temporaneo, più facilmente riscontrabili presso le cave dismesse di pianura.
  • D6 - Incolti
    Formazioni erbose generalmente rinvenibili in ambiti agricoli, dove sono costituite da campi non seminati e colonizzati da flora erbacea avventizia.

E - Zone umide

  • E1 - Rive, greti di corsi d'acqua con vegetazione erbacea
    Ambienti inondati di frequente su terreni ciottolosi o sabbiosi caratterizzati da comunità con piante erbacee annuali. Specie caratteristiche: Polygonum spp., Eupatorium cannabinum.
  • E2 - Rive, greti di corsi d'acqua con vegetazione arbustiva e/o arborea
    Ambienti inondati poco frequentemente su terreni ciottolosi o sabbiosi caratterizzati da comunità con piante arbustive e/o arboree. Specie caratteristiche: Salix spp., Populus spp., Alnus spp.
  • E3 - Sponde di bacini di acque ferme (cave, lanche) con vegetazione erbacea
    Ambienti di margine caratterizzati da una fitta vegetazione riparia composta da specie erbacee sia stagionali sia perenni. Maggiormente rinvenibili nella fascia planiziale. Specie caratteristiche: salcerella (Lythrum salicaria), Mentha aquatica, cannuccia di palude (Phragmites australis), carici (Carex spp.), tife (Typha spp.).
  • E4 - Zone paludose
    Ambienti umidi di varia natura non riconducibili alle precedenti tipologie. Specie caratteristiche: cannuccia di palude (Phragmytes australis), salici (Salix spp.), pioppi (Populus spp.), ontano nero (Alnus glutinosa).

F - Zone di margine

  • F1 - Margini di bosco, radure, strade forestali
    Ambienti ecotonali generalmente di modesta estensione.
  • F2 - Zone ruderali
    Aree marginali di aree antropizzate di varia natura la cui composizione vegetazionale è condizionata dalla presenza di manufatti e dalle attività umane.
  • F3 - Siepi e filari
    Formazioni lineari arbustive, arboree o miste. Specie caratteristiche: biancospino (Crataegus monogyna), prugnolo (Prunus spinosa), gelsi (Morus spp.), robinia (Robinia pseudoacacia).
  • F4 - Cigli stradali
    Aree di ridotte dimensioni poste al confine tra una strada e altre tipologie ambientali.

G - Zone urbane

  • G1 - Orti e giardini
  • G2 - Parchi urbani
  • G3 - Aree edificate
    Rientrano in questa categoria tutti gli ambienti a elevato grado di antropizzazione privi o molto poveri di aree verdi quali ad esempio centri storici, centri commerciali, aree industriali e commerciali, ecc.

H - Altri ambienti

Vengono di seguito riportati alcuni esempi di ambienti non contemplabili nelle categorie sino qui descritte. Nella scheda di rilevamento va inserito sempre il codice H senza ulteriori specifiche, riportando il tipo di ambiente rilevato nelle note.
  • Biomasse
    Piantagioni molto fitte a breve rotazione di cloni di pioppo o salice, finalizzate alla produzione di cippato per combustibile. SI rinvengono esclusivamente in pianura.
  • Filari di bagolaro (Celtis australis)
    Impianti rinvenibili esclusivamente in ambito urbano, talvolta ai margini di parchi e giardini cittadini (G2 - Parchi urbani). Potenzialmente interessanti per Libythea celtis.
  • Aiuole (es. lavanda), fioriere (es. gerani), singoli esemplari (es. buddleja)
    Non vanno considerate se inserite in giardini complessi con diverse varietà floristiche o inseriti in contesti urbani (vedi G1 - Orti e giardini e G2 - Parchi urbani).
  • Campi di lavanda e altre coltivazioni particolari
  • Vigneti abbandonati
    Appezzamenti di viti, spesso di ridotta estensione, in avanzato stato di abbandono e quindi colonizzate da altre specie erbacee/arbustive/arboree.

 

Scheda da campo

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Livello di attenzione richiesta

Per ciascuna unità di rilevamento (Quadrante) viene indicato, con differente colorazione, il grado di necessità di effettuare visite in essa, secondo le diverse sessioni:

Ricerca mirata

Viene fornito per ogni unità di rilevamento (Quadrante) l’elenco delle specie non ancora  rilevate ma ritenute potenzialmente presenti in essa. La ricerca di queste specie (in particolar modo di quelle di interesse conservazionistico e di quelle rare a livello territoriale) deve essere condotta andando a indagare gli habitat tipici della specie oggetto di ricerca ed effettuando visite mirate nel periodo più propizio (vedi Periodi).
Ciò va fatto anche in quelle unità di rilevamento che non necessitano di ulteriori visite e nelle unità di rilevamento di montagna anche nella sessione 1.

Cliccare sui singoli Quadranti per visualizzare la relativa scheda

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Ultime dal PARO

Info & Contatti

Civico Museo di Scienze naturali "G. Orlandi"
Via Gramsci, 1 - 27058 Voghera (PV)

museoscienze@comune.voghera.pv.it
farfalle@parcolefolaghe.it

Tel. 0383336526
Cel. 3384994045