Gentili collaboratrici e collaboratori,
 
la prima fase del PARO è quasi giunta al suo termine, alla fine di settembre verranno conclusi i rilevamenti, la fase successiva sarà dedicata all'archiviazione e all'analisi dei dati.

Vi ricordiamo che il giorno 17 ottobre 2014 è il termine ultimo entro il quale inviare i dati di campo che avete raccolto.
 
Ringraziandovi di cuore per il vostro prezioso contributo, vi invitiamo a continuare a seguirci, l'analisi dei dati raccolti da tutti voi sarà il coronamento dello sforzo fatto e rappresenterà un risultato che, come già anticipato dai risultati preliminari, sarà di grandissima importanza ai fini della conoscenza, della conservazione e della protezione delle farfalle nell'Oltrepò Pavese!
 


Ci sono 22 specie tra le più rare dell'Oltrepò Pavese, scoprile scaricando questo documento.
Ad ogni specie è dedicata una scheda con informazioni importanti per aiutarti a riconoscerle e a cercarle, sono le più ricercate, le most wanted del PARO, aiutaci a trovarle!

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Il corso offre ai partecipanti la possibilità di avvicinarsi per la prima volta al tema del riconoscimento in natura delle farfalle, pertanto si affronteranno le lezioni in modo adeguato, con l'intento di trasmettere quei concetti essenziali per poter in seguito approfondire il tema. Leggi il programma.

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Il Progetto Atlante dei Ropaloceri dell'Oltrepò pavese - PARO, prende vita anche sulla scia (e il successo) di un altro progetto di indagine naturalistica collettiva analogo condotto dal Civico Museo di Scienze naturali di Voghera e che ha visto l'associazione Amici del Parco le Folaghe tra i collaboratori, vale a dire l'Atlante ornitologico della città di Voghera. L'indagine ornitologica e le iniziative a esso correlate, hanno portato alla costituzione di un vero e proprio gruppo di lavoro e di interesse, formato da appassionati ed esperti di vario livello, aventi non necessariamente un interesse esclusivo per gli uccelli, ma più in generale verso le scienze naturali. Un' indagine collettiva di questo tipo ha infatti molteplici ripercussioni positive: l' acquisizione di conoscenze in campo scientifico e di distribuzione della fauna, l' accrescimento e la diffusione della cultura in campo naturalistico; l' aggregazione sociale, con conseguente incremento/nascita di massa critica impegnata nella salvaguardia dell' ambiente e delle sue componenti.

In Italia è stato attivato nel 2010 un progetto speculare al PARO: il progetto ARVe - Atlante dei Ropaloceri del Veneto. Questo progetto, coordinato dal Museo di Storia Naturale di Venezia, condivide finalità e metodi del PARO, il quale tuttavia prevede l' attuazione di una gamma molto più ampia di attività, non limitandosi come detto all'indagine faunistica (pur sempre già di per sé di rilevante importanza).

Le motivazioni che hanno portato alla scelta dei lepidotteri quale gruppo animale su cui focalizzare l'attenzione di un progetto così articolato sono varie, alcune delle quali già esplicitate precedentemente. Una di queste è rappresentata dall' importanza ecologica che le farfalle ricoprono all' interno dell' ecosistema. Esse, come noto, hanno uno stretto legame con la vegetazione, dipendendo da essa per il loro sostentamento, in ogni stadio del loro complesso ciclo vitale.
Uno dei risultati di questa interazione tra insetto e fiore, prende il nome di "impollinazione" e le farfalle ne sono appunto protagoniste. Si può aggiungere inoltre che, la presenza di talune specie di lepidotteri altamente specializzate, possono fornire dati anche sulla distribuzione di quelle specie floristiche alle quale sono così inscindibilmente legate e viceversa. Ecco perciò che conoscere la distribuzione dei lepidotteri ropaloceri contribuisce di fatto all' incremento delle conoscenze in ambito botanico e non solo.

Molte specie di farfalle hanno sviluppato strategie assolutamente straordinarie per "raggirare" le formiche, traendo notevole giovamento soprattutto dalla protezione che le grandi e agguerrite colonie di queste ultime garantiscono alla larva (o bruco, cioè lo stadio di sviluppo della farfalla in cui si verifica questa particolare forma di interazione detta mirmecofilia).
Siccome alcune farfalle selezionano specifiche specie di formiche, il rinvenimento di una specifica specie di farfalla non solo fornisce dati circa la sua distribuzione ma anche su quella della/e specie di pianta ospite ma talvolta anche sulla presenza di quella/e specie di formica.

Si può inoltre affermare che i lepidotteri (perlomeno a livello di comunità) possono essere considerati indicatori della qualità ambientale, assolvendo infatti al ruolo di ottimi bioindicatori. La convinzione che le farfalle possano catalizzare l' attenzione di numero crescente di persone, almeno quelle più sensibili alle tematiche naturalistiche, è motivata per esempio dalla semplice constatazione che da sempre esse suscitano sull' uomo una forte attrazione, tanto da essere elevate a simbolo di bellezza, libertà, pace e rinascita (tanto è stato scritto in merito alla loro metamorfosi, considerata da molte popolazioni una sorta di resurrezione, per via dell' ascesa verso il cielo che gli adulti compiono una volta completata l' ultima trasformazione).

Conoscere, partecipare, conservare sono i temi fondamentali di questo progetto che vuole contribuire a far diventare le Scienze naturali una tematica di tutti e per tutti, contribuendo in tal modo alla conservazione della Natura e, conseguentemente, al miglioramento delle condizioni di vita della comunità nel suo insieme.


Gli obiettivi che il Progetto intende raggiungere sono molteplici ed eterogenei, andando ad agire in settori differenti, di cui principalmente:


  • Aggregazione: pare evidente che nella società attuale le occasioni per socializzare si siano trasferite dai luoghi fisici come bar, centri culturali, circoli, parchi, a “ luoghi virtuali” , come ad esempio i numerosi social network presenti in internet. Questa considerazione non vuole essere una critica ma una semplice constatazione dalla quale partire per tradurre l’enorme potenziale di aggregazione sociale (costituito appunto dai vari Facebook, MySpace, Twitter e inoltre dai moltissimi forum on-line), in strumento per condividere e incentivare le attività (non-virtuali) più svariate. Nel caso specifico, la condivisione del sapere naturalistico è considerato mezzo per l’incentivazione dell’aggregazione sociale.
  • Divulgazione: conoscere il territorio in cui viviamo e del quale siamo parte (una parte che incide in modo considerevole su di esso) è una prerogativa irrinunciabile per una corretta gestione e fruizione dello stesso. Partendo da questo presupposto, il presente progetto propone un percorso divulgativo articolato e accessibile a un pubblico il più ampio possibile.
  • Ricerca scientifica: l’Oltrepò Pavese è un’ area geografica di rilevante interesse ecologico, posta tra due ecoregioni con caratteristiche peculiari: l’Appennino e la Pianura Padana. Questa posizione conferisce pertanto all’ area considerata dal Progetto il fondamentale ruolo di connettere le due ecoregioni di cui sopra, entrambe di importanza continentale per quanto riguarda la biodiversità. La fauna e la flora dell’Oltrepò vantano la presenza di elementi tipici sia dell’ ambiente appenninico-mediterraneo, sia di quello padano, caratteristica che si rispecchia anche nella comunità lepidotterologica. Tutto ciò considerato, unitamente al fatto che non si dispone di un’ adeguata conoscenza circa la distribuzione e la composizione stessa della fauna a lepidotteri ropaloceri del territorio si ritiene che uno studio che vada a colmare tale lacuna è da considerarsi di indubbio valore scientifico. Perciò quello appena descritto sia certamente uno tra i principali scopi del progetto.
  • Promozione e sviluppo del territorio: tra le ricadute positive che la realizzazione del progetto porterebbe, merita particolare attenzione anche la diffusione del turismo naturalistico. Tramite un’ adeguata promozione delle ricchezze naturalistiche di un territorio, si stimola infatti lo sviluppo dell’ecoturismo, generando un meccanismo virtuoso del quale possono beneficiare enti locali e strutture ricettive.
  • Valorizzazione e promozione dei Parchi Locali di Interesse Sovracomunale: i PLIS vanno considerati un’importante risorsa per il territorio e le comunità locali, in quanto rappresentano una tipologia di gestione virtuosa del territorio stesso, che mira a conservare le emergenze naturalistiche, storiche, architettoniche, ecc.; a promuovere la fruizione delle aree naturali da parte del pubblico; a diffondere una cultura ecologista moderna, sostenibile e vantaggiosa anche economicamente. Premesso ciò, pare doveroso il coinvolgimento dei PLIS in un progetto come il presente, in quanto vantaggioso bilateralmente. L’accrescimento delle conoscenze faunistiche di cui, per mezzo del Progetto, ciascun PLIS potrà giovarsi è fondamentale affinché essi possano assolvere al compito di divulgare le finalità stesse dei Parchi e le molteplici attività programmate. La particolare attenzione che viene data ai PLIS nelle varie azioni del progetto, è perciò mirata ad una crescita del potenziale, sia in termini di conoscenza naturalistica sia nell’ ambito promozionale, dei Parchi stessi.


Ultime dal PARO
Info & Contatti

Civico Museo di Scienze naturali "G. Orlandi"
Via Gramsci, 1 - 27058 Voghera (PV)

museoscienze@comune.voghera.pv.it
farfalle@parcolefolaghe.it

Tel. 0383336526
Cel. 3384994045